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I Viaggi di Sain Sanaa 2011
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MONGOLIA
Incontro con la Mongolia
3 Agosto – 20 Agosto 2011
N.B.: si consiglia a chi desidera partecipare al viaggio di segnalarcelo al più presto, perché i posti a noi riservati da Aeroflot sono in numero limitato e devono essere confermati per tempo; altrimenti si rischia di pagare un extra per i voli o non trovare disponibilità.

Il viaggio è stato studiato per chi vuole avvicinarsi alla Mongolia cercando di conservare qualche confort, evitando quindi l’utilizzo di campi mobili, ma senza perdere per questo lo spirito dei nostri viaggi che si contraddistinguono per lo sforzo far vivere esperienze in pieno contatto con la realtà locale. Il viaggio tocca un ampio insieme di siti storici e naturali seguendo un percorso che da Ulaanbaatar porta verso sud all’antica capitale Kharkhorin ed ai monasteri di Erdenee Zuu e di Manzushir; in questa regione si avrà anche l’opportunità di venire ospitati presso l’antico sito monastico di Shank. Si prosegue poi verso le rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo fiume che ne vide la grandezza e l’oblio, e continuando sempre verso sud si giunge nel deserto del Gobi fino alle sterminate ‘dune che cantano’ di Khongoryn Els. Si rientra poi verso nord seguendo un percorso più occidentale che consente di visitare la bellissima zona vulcanica del lago Terkhin Tsagaan Nuur ed il lago Oghii, nelle cui vicinanze si trovano antichissime vestigia antecedenti la fondazione dell’impero mongolo.
Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, ed è accompagnato da Anna Maria Marras. Anna Maria è dottoressa di ricerca in archeologia classica ed ha seguito diverse missioni scientifiche nella regione mediterranea ed in nord Africa. Attualmente lavora presso la University di Science and Technology della Mongolia dove conduce ricerche sul vasto e ricco patrimonio culturale mongolo usufruendo di moderne tecniche per la documentazione e l’utilizzo delle rilevazioni. Il suo obbiettivo è sia lo studio che la riqualificazione del vasto e variegato patrimonio della terra dell’ “eterno cielo azzurro”, dove le diverse culture si sono succedute imprimendo i diversi tratti che compongono l’affascinante orizzonte che incontriamo oggi.
Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti
IL DESERTO DEL GOBI
Il Gobi è una vasta area desertica dell'Asia centrale, situata in gran parte in Mongolia, di cui occupa un terzo del territorio, misura circa 1610 km da est a ovest e circa 970 km da nord a sud. L'altitudine dell'altopiano varia dai 914 m della zona orientale ai 1514 m della parte occidentale ed è caratterizzato da piane ondulate e ghiaiose, inframmezzate da bassi rilievi e da colli isolati. Se si esclude la parte sud-orientale, completamente arida, la regione presenta una stentata vegetazione erbacea e arbustiva, sufficiente a nutrire le greggi dei pastori nomadi che vivono nella zona; pozzi occasionali e laghi poco profondi rappresentano le sole riserve idriche. Le zone marginali a nord e a nord-ovest sono fertili, mentre all'estremità sudorientale dell'area desertica prevalgono steppe o praterie. I primi europei che attraversarono il deserto di Gobi furono i membri di una spedizione guidata da Marco Polo nel 1275. In epoca moderna numerose spedizioni si avventurarono nel Gobi, l'American Museum of Natural History di New York promosse negli anni 1921-1930 una serie di spedizioni guidate dal naturalista americano Roy Chapman Andrews che portarono alla scoperta di un bacino incredibilmente ricco di uova fossili di dinosauro. Ma Gobi, oltre a paesaggi mozzafiato, rivela antichi monasteri nascosti tra le lunghe catene di rocce granitiche ed è popolato da antiche leggende di fonti miracolose e di alberi duri come la roccia il cui legno non galleggia.
Una nota sulla nostra organizzazione in Mongolia
I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. (Alfredo è contattabile via email:
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; telefonicamente: al numero mongolo +97695141436, con skype gengiskhaan, o al numero italiano 0810092452 con costo a tariffa nazionale, attivo quando è accesso skype).
In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari sempre nuovi e poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.
Modalità del viaggio
Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi entro i 100 km, tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa 300.
Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per una notte al monastero di Shank e tutte le altre nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani; se facesse freddo viene accesa la stufa che è posta al centro. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana.
Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.
Clima e attrezzatura
Il clima all’inizio di agosto è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.
Alcuni cenni generali e storici
(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione “Mongolia” in “Viaggi e Paesi” del sito di Amitaba) La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.
Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.
L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.
Oggi la Mongolia è indipendente ma drammaticamente priva di risorse; si trovano alcuni insediamenti urbani industrializzati fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.
PROGRAMMA DEL VIAGGIO
Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici
1°g. Mercoledì 3 agosto, partenza dall’Italia
Partenza da Milano Malpensa alle 12.10 con Aeroflot e arrivo a Mosca alle 17.45. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.35 (orari da confermare).
2°g. 4/8 Arrivo a Ulaanbaatar
Arrivo alle ore 6.15, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Incontro con la guida ed Alfredo Savino per la presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.
3°g. 5/8 Ulaanbaatar – Sangiin Dalai - Baga Gazryn Chuluu
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Sul percorso si visita il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli, tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago si trovano le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo gher situato nelle vicinanze.
4°g. 6/8 Baga Gazryn Chuluu - Ikh Gazryn Chuluu
Spostamento per la zona di Ikh Gazryn Chuluu, transitando per il capoluogo della regione del medio Gobi Mandalgovi, dove le rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug dove si sosta per un picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Pernottamento in campo gher.
5°g. 7/8 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga
Da lontano le formazioni rocciose di Tsagaan Suvraga, alte anche 30 m, ricordano con le loro striature multicolore tendenti al rosso le antiche rovine di una città. Il percorso di avvicinamento a questi calanchi attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con una visuale della steppa sul fondo della vallata. Qui si ritrovano molti fossili di origine fluviale, poiché questa zona un tempo probabilmente era un luogo ricoperto dalle acque. Sistemazione in un campo gher.
6°g. 8/8 Tsagaan Suvaraga – Yoliin Am
Si prosegue verso il Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto. Qui con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Pernottamento in campo gher.
7°g. 9/8 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els
Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.
8°g. 10/8 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag
Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si dedica la parte rimanente della giornata all’esplorazione della zona. Pernottamento in campo gher.
9°g. 11/8 Bayanzag – Monastero di Onghii
Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Onghii, un tempo un esteso complesso monastico posto su una importante via carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.
10°g. 12/8 Monastero di Onghii – Kharkhorin – Monastero di Shankh
Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per Shank dove saremo graditi ospiti; visiteremo questo piccolo e antico monastero, che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan. Si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo a questa piccola comunità monastica della comunità monastica.
11°g. 13/8 Monastero di Shankh – Terme di Tsenkher
Si prosegue per la zona termale di Tsenkher, dove le acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e si possono provare il massaggio e le cure tradizionali mongole. Pernottamento in campo gher.
12°g. 14/8 Terme di Tsenkher – Lago Terkhiin Tsagaan Nuur
L’itinerario prosegue verso ovest per il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. Il percorso si snoda tra monti e vallate e dai punti più alti si godono panorami d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in un campo gher.
13°g. 15/8 Lago Terkhiin Tsagaan Nuur
Visita del vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago e si rientra al campo gher.
14°g. 16/8 Lago Terkhiin Tsagaan Nuur – Lago Ughii
In mattinata si raggiungere il Lago Ughii, un posto ideale per coloro che vogliono vedere l’avifauna della Mongolia. Nelle vicinanze del lago ci trovano alcune interessanti testimonianze del X secolo, un’epoca in cui in Mongolia dominavano i Kitan, una confederazione di tribù che arrivavano dall’attuale Manciuria. Questa popolazione ha lasciato diverse città a testimonianza della sua presenza. Pernottamento in campo gher.
15°g. 17/8 Lago Ughii – Khustai
Partenza per il Parco Nazionale di Khustai, posto ad ovest della capitale, dove si trovano i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. E’ prevista un’escursione nel parco dove, oltre ai cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri. Pernottamento in campo gher.
16°g. 18/8 Khustai – Monastero di Manzushir
Dal Parco Nazionale di Kustai ci si sposta al parco di Zuunmod, a circa 80 km da Ulaanbaatar, un parco naturale dove sorge il monastero di Manzushir, fondato nel 1773, che ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937, ed è stato recentemente restaurato. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, è possibile godere di una panorama mozzafiato. Pernottamento in campo gher.
17°g. 19/8 Ulaanbaatar
Alla mattina visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Nel tardo pomeriggio si assisterà ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Pernottamento presso il medesimo albergo utilizzato all’arrivo.
18°g. Sabato 20 agosto, partenza per l’Italia
La partenza da Ulaanbataar è alle 7.35 con arrivo a Mosca alle 10.15; partenza per Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo alle 13.50 (orari da confermare).
Costo del viaggio € 3270; € 3150 fino al 15/6/'11
Accompagna il viaggio Anna Maria Marras - Massimo 12 partecipanti
Il prezzo include l’iscrizione, i voli internazionali (fino a disponibilità dei posti), tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza dell’accompagnatrice italiana. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare una gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 20 al giorno a testa (€ 280 per l’intero viaggio). Per chi vuole la stanza e la gher singole, il costo è di € 430 per l’intero viaggio (€ 40 per gli hotel e € 30 al giorno per la gher); la tenda singola viene fornita senza extra costo. L’invio di documenti tramite corriere costa € 25. Per la Mongolia serve un visto; Amitaba può occuparsi della richiesta, che necessita circa due settimane. E’ necessario farci pervenire due copie degli appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per il visto, più le spese dei corrieri richiesti per trasmettere i documenti. Nell'eventualità di annullamento di voli o ritardi da parte delle compagnie aeree le spese per vitto e pernottamento non previste dal programma sono a carico dei partecipanti. Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 16/12/10: € 1 = $ 1,32.
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
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I Viaggi di Sain Sanaa 2012
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MONGOLIA BIANCA
Con i festival del ghiaccio, delle aquile e dei cammelli
26 Febbraio – 10 Marzo 12
Questo viaggio offre la possibilità di visitare la Mongolia in uno dei periodi più particolari: la fine del lungo inverno, quando le temperature si mitigano e la primavera inizia i suoi sentori. Ed è proprio per festeggiare l’arrivo della primavera che i mongoli hanno deciso di riunire tre importanti festival nei primi giorni di marzo: il festival del ghiaccio di Khubsugul, quello delle aquile di Nukhut e dei cammelli bactriani a Bulgan.
Le temperature previste sono sotto lo zero, ma la costante presenza del sole permette lo svolgimento delle attività quotidiane all’aperto. Dalla esperienza conseguita in questi anni di permanenza in Mongolia dell’accompagnatore riteniamo che, opportunamente attrezzati, il viaggio sia alla portata di tutti i viaggiatori.
L’itinerario prevede la visita di Ulaan Baatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folklore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogd Khan. Da Ulaan Bataar si parte alla volta del villaggio di Khatgal sulle sponde del lago Khubsugul uno dei più profondi laghi di acqua dolce dell'Asia Centrale, dove si assiste al festival del ghiaccio, un’avvincente maratona con i pattini sulle acque ghiacciate. Gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo, corse su slitte trainate da renne o cani e improvvisarsi scultori dei ghiacci o lottatori. Si raggiunge il lago usufruendo dei mezzi più utilizzati dai mongoli, il treno e i fuori strada. Con il treno si percorre un tratto di transmongolica deviando poi per la città di Erdenet, da dove si prosegue con i fuori strada attraverso la steppa innevata per raggiungere la città di Murun.
Si ritorna via aerea nella capitale da dove ci si sposterà nel Parco Nazionale di Nukhut per assistere alla Festa delle Aquile; qui la cerimonia di apertura comincia con la parata dei partecipanti che sfilano a cavallo con le proprie aquile. In seguito ogni cacciatore kazako esibisce il proprio equipaggiamento e le aquile vengono lasciate libere da un’altura e, al segnale del proprio padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Poi gli imponenti rapaci vengono lasciati liberi un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo.
Da Ulaan Baatar ci si sposta poi in volo a Dalanzagdag, capoluogo della regione del Gobi, per assistere al Festival del Cammello che viene organizzato a Bulgan dal 1997 su iniziativa dell’ ”Associazione dei Diecimila Cammelli”, del Ministero del Turismo e dei Trasporti e della Regione Omnogobi. L’obiettivo del festival è la salvaguardia e la protezione dei cammelli bactriani, l’incentivazione del loro allevamento e l’incremento della produzione di lana. Analogamente, il festival ha l’obiettivo di tutelare l’ambiente, incentivare lo sviluppo sostenibile del Gobi e della popolazione locale, incentivare il turismo sostenibile ed educare sia la popolazione mongola che gli stranieri all’importanza del cammello nello stile di vita nomade. Il festival dà infatti l’opportunità al viaggiatore di approfondire la conoscenza di questo straordinario animale e di vivere a contatto con i nomadi del Gobi, condividendo le loro tradizioni. Il Festival inizia con la parata dei cammelli e prosegue con il concorso della “Coppia più bella sul Cammello”, valutata in base alla preparazione del costume tradizionale e agli addobbi del cammello; anche i visitatori possono far parte della giuria. Si assiste in seguito alla premiazione del miglior esemplare di cammello da riproduzione e della migliore cammella della regione. In seguito si svolge la partita di “Camel Polo” tra le due migliori squadre. Il festival prosegue con la corsa dei cammelli di età adulta lungo un percorso di 12-15 km e della durata di circa due ore, sulla quale è possibile scommettere, e con la “Corsa di Torom” ovvero di cammelli di due anni cavalcati dai bambini, che copre una distanza di 5-7 km. Un’altra competizione che vede i cammelli protagonisti è la staffetta, in cui vengono giudicate varie abilità riguardanti l’addestramento e la cattura dei cammelli, si valutano gli addobbi e si assiste ad altre esibizioni tradizionali.
MODALITA’ DEL VIAGGIO
Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene da neve. Le tre tratte aeree vengono effettuate con la compagnia mongola Eznis. Per il viaggio in treno si utilizzano cuccette da quattro letti fornite di lenzuola: i vagoni sono caldi, puliti e sicuri; offrono un modo speciale di spostarsi in questi luoghi. Fuori da Ulaan Baatar si alloggia in semplici alberghi locali, per le due notti nel deserto in una locanda e al lago Khubsgul nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate; si hanno a disposizione anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana.
Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel di standard europeo e anche noi viaggiatori diventiamo un poco dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree; i campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.
CLIMA E ATTREZZATURA
Tra fine febbraio e marzo il clima è molto freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato con temperature che possono scendere anche a – 18° gradi sotto lo zero. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo. Se comunicato con anticipo tutto questo materiale è acquistabile dall’accompagnatore, che vive in Mongolia, a prezzi molto bassi. Verranno acquistati in loco degli stivali di feltro che andranno indossati sopra le scarpe per tenere caldi i piedi e per diminuire lo scivolamento sul ghiaccio.
bhutanbhutan
PROGRAMMA DEL VIAGGIO
Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici
1°g. Sabato 26 febbraio, partenza dall’Italia
Per raggiungere Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.10 con arrivo 17.45. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaan Baatar parte alle 20.35 (orari da confermare).
2°g. 27/2 Ulaan Baatar
Arrivo alle ore 6.15. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.
3°g. 28/2 Ulaan Baatar e partenza per Erdenet
Visita al mercato più importante della città e della Mongolia, dove sarà possibile acquistare indumenti caldi o oggetti di vita quotidiana dei nomadi. Nel pomeriggio partenza con il treno in direzione della città mineraria di Erdenet. Pernottamento in cuccetta.
4°g. 29/2 Erdenet - Murun
Arrivo verso le otto del mattino alla stazione ferroviaria di Erdenet, dove sono in attesa i fuoristrada con i quali si prosegue il viaggio verso nord alla volta della regione di Khubsgul, che dà anche il nome al lago. Si sosta a Murun, capoluogo della regione, dove si alloggia in albergo.
5°g. 1/3 Murun – Lago Khubsgul
In mattinata dopo una visita al mercato si parte per il lago, che dista 100 Km. Il pomeriggio sarà libero per camminare sulle acque gelate o passeggiare nelle circostanti montagne. Il Lago Khubsgul, che i mongoli considerano sacro e a cui hanno dato l’appellativo di “Madre delle Acque”, è un immenso bacino di acqua dolce, pura e potabile: al centro misura più di 260 metri di profondità, si estende per 136 chilometri da nord a sud e 36 chilometri da ovest a est con una superficie di 2.760 chilometri quadrati ed è situato a un’altezza di 1.650 mt. E' curioso il fatto che ben 90 fiumi vi immettano le loro acque, mentre soltanto uno ne fa da effluente. E’ immerso in un pittoresco scenario di montagne (il Monkh Saridag Uul raggiunge i 3.491 metri) con le foreste che si estendono a ovest. Durante il lungo inverno la superficie gela formando uno spessore di ghiaccio di oltre un metro e resta gelato fino all’inizio di giugno; ciò consente addirittura ai camion di percorrerne l’intera lunghezza. Sistemazione in campo gher.
6°g. 2/3 Lago Khubsgul
Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del Ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la ‘Regina delle Acque’ del lago e per il ‘Re dei Monti’ che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio. In serata ci tiene uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. Pernottamento in gher.
7°g. 3/3 Lago Khubsgul
Oggi si svolgono le corse delle renne, le corse sui pattini su brevi distanze, la lotta libera sul ghiaccio, il tiro della fune e la seconda parte della maratona. Conclude la giornata una cerimonia celebrativa.
8°g. 4/3 Khubsgul – Ulaan Baatar
Nel primo pomeriggio volo per Ulaan Baatar (orario da confermare); raggiunta la capitale ci si reca a visitare il Museo di Storia Nazionale della Mongolia. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.
9°g. 5/3 Ulaan Baatar, parco di Nukht
Escursione al Parco di Nukhut, a circa 30 km dalla capitale, per la Festa delle Aquile.
10°g. 6/3 Ulaanbaatar – Dalanzadgad - Bulgan
Dopo colazione trasferimento in aeroporto e volo (orario da confermare) per Dalanzadgad nel deserto di Gobi. Arrivo e trasferimento alla locanda che si trova nella cittadina di Bulgan, che dista circa 80 km. Si attraversa un ambiente selvaggio di montagne, praterie e dune generalmente ricoperte in inverno da un manto bianco di neve. Nel pomeriggio cerimonia di apertura del Festival dei Cammelli con una parata degli animali bardati a festa seguita da uno spettacolo di artisti bambini.
11°g. 7/3 Bulgan
Giornata interamente dedicata al Festival dei Cammelli. I protagonisti sono i cammelli bactriani, compagni di vita dei nomadi dell’Asia Centrale. Sono previste gare di velocità tra cammelli divisi per gruppi di età su percorsi di diversa lunghezza, tra i 10 e i 15 km; i primi tre cammelli di ciascuna categoria vengono premiati rispettivamente con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Si potrà anche assistere ad un’originale partita di polo, dove si cavalcano i cammelli in luogo degli usuali cavalli; a diverse prove di abilità, tra le quali quella di caricare il più velocemente possibile un cammello con una gher smontata; e anche a un “concorso di bellezza”, nel quale la prestanza dei cammelli è messa in risalto dalla ricchezza dei finimenti. E’ di particolare interesse il folklore che circonda questo evento, che richiama tutti i nomadi della regione. Concluse le attività, si torna a Dalanzadgad dove si pernotta in albergo.
12°g. 8/3 Dalanzadgad – Ulaan Baatar
Dopo la colazione partenza in volo per Ulaanbaatar (orario da confermare) e tempo libero. Se sarà in calendario oggi in serata si assiste ad un concerto di musica tradizionale mongola. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.
13°g. 9/3 Ulaan Baatar
Visita al museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti, che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.
14°g. Sabato 10 marzo, Ulaan Baatar – Italia
Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è alle 8.10 con arrivo a Mosca alle 10.50; partenza per Milano Malpensa alle 13.20 con arrivo alle 14.00.
Costo del viaggio da definire
Accompagna il viaggio Alfredo Savino - Massimo 12 partecipanti
Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare una gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 70 a testa per l’intero viaggio. Per chi vuole la stanza e la gher singole, il costo è di € 320 per l’intero viaggio (la stanza singola non è disponibile a Shank); la tenda singola viene fornita senza extra costo. L’invio di documenti tramite corriere costa € 25. Per la Mongolia è richiesto un visto; Amitaba può occuparsi della richiesta, che necessita circa due settimane. E’ necessario farci pervenire due copie degli appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per il visto, più le spese dei corrieri richiesti per trasmettere i documenti. Nell'eventualità di annullamento di voli o ritardi da parte delle compagnie aeree le spese per vitto e pernottamento non previste dal programma sono a carico dei partecipanti.
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000.
Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
AMITABA Piazzale Aquileia 8 – 20144 Milano; tel. 02 33614196, fax 02 43413600
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