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PROFONDO GOBI, AL CONFINE COL NULLA 14 Luglio al 31 Luglio 2012 PDF Stampa E-mail
I Viaggi di Sain Sanaa 2012

MONGOLIA

PROFONDO GOBI, AL CONFINE COL NULLA

Dal 14 Luglio al 31 Luglio 2012

                N.B.: chi desidera partecipare al viaggio deve segnalarcelo al più presto per le difficoltà di prenotazione dei voli per Ulaanbataar.



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La Mongolia più conosciuta è quella degli immensi spazi e vaste zone di deserto; il percorso che proponiamo è difficilmente compreso negli itinerari turistici e porta nel cuore del vasto patrimonio storico ed umano di questa straordinaria terra, esplorando a fondo le regioni centro meridionali. L’edizione di quest’anno è stata arricchita con l’inserimento di un luogo tra i più affascinanti di questo paese, un sito che era il regno del Signore del Gobi con il monastero di Khamaryn Khid, il centro energetico di Shambala e la montagna sacra di Bayanzurkh, luoghi che raggiungeremo utilizzando la linea ferroviaria Transmongolica. Il viaggio è stato attentamente studiato per accedere alle aree più segrete e belle dell’infinito Gobi, un mondo di cui si conosce ancora poco, dove si individuano i resti preistorici dell’origine dell’uomo. Si parte da Ulaanbaatar in treno verso sud est per Sainshand, dove troveremo i veicoli fuoristrada che aspettano il gruppo. Da qui ci si spinge verso sud ovest fino alle remote regioni dei monti dell’Ikh Bogd, nel cuore del deserto, fino al monastero di Amarbuyantin, luogo misterioso ed intriso di magia, il punto più lontano della nostra avventura. Si incontrano un ampio insieme di siti di eccezionale bellezza paesaggistica, da Tsagaan Suvraga e dalle dune di Khongotyn Els ai siti paleontologici di Kermen Tsav, dove l’eccezionale bellezza dell’ambiente impressiona forse ancor più che la profusione di fossili di dinosauro. Si toccheranno anche siti di grande importanza storica, tra cui primeggia Kharkorin, l’antica capitale di Gengis Khan, oltre ad Erdene Zuu, la stessa Ulaanbaatar e tanti altri. Per apprezzare da vicino la vera vita della Mongolia saremo anche ospiti di una famiglia di allevatori nomadi, per avvicinare la bellezza ma anche la durezza di una vita così lontana dai nostri schemi e dalle nostre sicurezze; sosteremo presso degli allevatori di cammelli e vivremo infine un’esperienza unica in Mongolia soggiornando in un monastero buddista, dove la nostra presenza darà alla comunità monastica anche un piccolo aiuto finanziario.
In sintesi, è un viaggio adatto a coloro che vogliano vivere un’esperienza profonda e vera della Mongolia.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio.

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

IL DESERTO DEL GOBI

Il Gobi è una vasta area desertica dell'Asia centrale, situata in gran parte in Mongolia, di cui occupa un terzo del territorio, misura circa 1610 km da est a ovest e circa 970 km da nord a sud. L'altitudine dell'altopiano varia dai 914 m della zona orientale ai 1514 m della parte occidentale ed è caratterizzato da piane ondulate e ghiaiose, inframmezzate da bassi rilievi e da colli isolati. Se si esclude la parte sud-orientale, completamente arida, la regione presenta una stentata vegetazione erbacea e arbustiva, sufficiente a nutrire le greggi dei pastori nomadi che vivono nella zona; pozzi occasionali e laghi poco profondi rappresentano le sole riserve idriche. Le zone marginali a nord e a nord-ovest sono fertili, mentre all'estremità sudorientale dell'area desertica prevalgono steppe o praterie. I primi europei che attraversarono il deserto di Gobi furono i membri di una spedizione guidata da Marco Polo nel 1275. In epoca moderna numerose spedizioni si avventurarono nel Gobi, l'American Museum of Natural History di New York promosse negli anni 1921-1930 una serie di spedizioni guidate dal naturalista americano Roy Chapman Andrews che portarono alla scoperta di un bacino incredibilmente ricco di uova fossili di dinosauro. Ma Gobi, oltre a paesaggi mozzafiato, rivela antichi monasteri nascosti tra le lunghe catene di rocce granitiche ed è popolato da antiche leggende di fonti miracolose e di alberi duri come la roccia il cui legno non galleggia.

Una nota sull’accompagnatore italiano e sulla nostra organizzazione in Mongolia

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbataar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università.

Alfredo è contattabile via email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; telefonicamente: al numero mongolo +97695141436, con skype gengiskhaan.

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari sempre nuovi e poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. Il percorso complessivo previsto è di circa 3500 chilometri e la maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 150 e i 250 chilometri.
Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 5 notti in tenda (di cui quattro consecutive), una al monastero di Shank, tre in semplici hotel locali, una in un campo gher rurale e 3 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. Per il viaggio in treno si utilizzano cuccette da quattro letti fornite di lenzuola. Per la notte a Bayanzag abbiamo invece scelto un campo fisso allestito dagli allevatori di cammelli, che forniscono delle gher un po’ spartane per gli ospiti (le condizioni saranno simili a quelle del campo tendato, ma con la facilitazione di un letto), tuttavia riteniamo importante contribuire alle loro magre entrate con la nostra presenza.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura

Il clima in luglio è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 25 e i 35 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Alcuni cenni generali e storici

(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione “Mongolia” in “Viaggi e Paesi” del sito di Amitaba) La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.

Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti. L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni. Oggi la Mongolia è indipendente ma drammaticamente priva di risorse; si trovano alcuni insediamenti urbani industrializzati fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g. Sabato 14 luglio, partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.20 con arrivo alle 17.40; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.00 (orari da confermare).

2°g. 15/7 Arrivo a Ulaanbaatar – Treno per Sainshand Arrivo alle ore 6.10, incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Nel pomeriggio si prende il treno della trans mongolica in direzione sud est per la città di Sainshand, che si trova nel deserto del Gobi. Pernottamento in treno in cuccetta.

3°g. 16/7 Sainshand Arrivo nella notte (verso l’una) a Sainshand, capoluogo della regione del Dornogovi; si andrà in hotel per riposare e nel pomeriggio si visita il museo dedicato a Danzan Ravjaa, una delle figure culturalmente più significative della Mongolia nel XIX secolo. Egli ottenne la fama di maestro spirituale buddista altamente illuminato; ma fu anche poeta, artista e attivista per la giustizia sociale e l'istruzione pubblica. Il Museo a lui dedicato è stato fondato nel 1991. Alla sua morte avvenuta nel 1856 il suo discepolo Ishlodon ha assunto il ruolo di “takhilch”, o curatore degli oggetti associati alla sua vita; questo ruolo è stato poi trasmesso all'interno della sua famiglia per cinque generazioni, fino a quando durante le repressioni religiose del 1938 fu dato ordine di distruggere il monastero di Khamryn Khiid e tutto il suo contenuto. Ma fortunatamente il curatore dell’epoca salvò segretamente molti oggetti entrando nel monastero di nascosto ogni notte e riempiendo delle casse con libri, costumi teatrali, opere d'arte religiose e oggetti personali; seppellì tutto nelle vicinanze del monastero di Khamryn Khiid, dove questi preziosi oggetti restarono nascosti fino al 1990 quando, con la fine del governo socialista, il nipote di quel coraggioso custode li ha dissotterrati e ha fondato il Museo. Pernottamento in albergo.

4°g. 17/7 Sainshand: monastero di Khamryn Khiid, Shambala e montagna sacra di Bayanzurkh Oggi si percorreranno i luoghi dove migliaia di mongoli vanno in pellegrinaggio ogni anno, iniziando dal monastero di Khamryn Khiid, fondato nel 1820 e unico di scuola Nyngmapa in Mongolia. A nord del monastero si trovano delle grotte di meditazione e nelle vicinanze anche un particolare punto considerato un importante centro energetico, dove si crede che si possa acquisire, tramite alcuni riti, energia vitale; ma la grande fama del luogo è data dal fatto che fu tradizionalmente considerato una porta segreta per accedere al mistico regno illuminato di Shambala, dove vengono custoditi gli insegnamenti di Kalachakra, la “Ruota del Tempo”. Da qui ci si sposta a Bayanzurkh Uul, la più famosa delle montagne sacre del Gobi orientale; questo sito era originariamente dedicato ai culti sciamanici e in seguito vi fu costruito, vicino alla sommità, un tempio di meditazione buddista. Oggi questa piccola montagna, la cui salita è facilitata da una serie di gradini, è molto visitata in quanto si crede che sussurrando i propri desideri nei cumuli di pietra sulla sommità questi si avverino. Pernottamento in albergo.

5°g. 18/7 Sainshand – Mandakh Soum Oggi inizia lo spostamento che ci porterà verso il Gobi meridionale percorrendo una pista che corre vicino alla frontiera cinese. Pernottamento in tenda.

6°g. 19/7 Mandakh Soum – Valle di Yoliin Am Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Si pernotteremo presso una famiglia locale che mette a disposizione delle gher, un ottimo modo questo anche per aiutare direttamente la popolazione locale.

7°g. 20/7 Yoliin Am – Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els Proseguendo verso est si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si giunge quindi al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.

8°g. 21/7 Khongoryn Els – Nemegt Iniziamo ad inoltrarci nel profondo deserto, dove la presenza umana è sporadica o pressoché assente. Il Nemegt Uul è un complesso montuoso la cui roccia rossa ricorda quella di Bayanzag, un’area famosa per essere un bacino ricchissimo di fossili di dinosauri. Pernottamento in tenda.

9°g. 22/7 Nemegt – Kherman Tsav Si prosegue per il canyon di Khermen Tsav (lungo 54 km), un altro sito in cui sono state ritrovate numerose testimonianze fossili di uova e scheletri di dinosauro. Pernottamento in tenda.

10°g. 23/7 Khermen Tsav Si trascorre la giornata esplorando quest’area incredibile, un labirinto primordiale dove affiora una profusione di ossa dei giganti del passato, immersi in una natura che evoca il senso della creazione e dove la mente si perde nella spettacolare cromaticità delle falesie. Il punto focale è un canyon lungo all’incirca 15 km, sicuramente uno dei luoghi più belli ed inaccessibili della Mongolia. Pernottamento in tenda.

11°g. 24/7 Khermen Tsav – Oasi di Zulganai - Monastero di Amarbuyantin Si transita dall’oasi di Zulganai a circa 40 km da Khermen Tsav sui confini meridionali della Mongolia, attraversata dal piccolo omonimo fiume che nasce negli Altai e si estingue nel deserto. Qui la natura è ancora incontaminata; il tappeto verde di erba ed arbusti che la compone si pone in netto contrasto con le sterili colline sullo sfondo di questa tipica oasi del Gobi. Seguendo le orme del grande viaggiatore Roberto Ive (Gobi, Bonanno Editore, Acireale 2005) ci recheremo quindi al misterioso monastero di Amarbuyantin, che fu visitato negli anni venti da Nikolaj Roerich, grande pittore, antropologo, diplomatico, archeologo e poeta russo. Il complesso sorge nascosto da una anfiteatro di rocce; dopo la distruzione negli anni ‘30 è stato ricostruito ed i monaci hanno ricominciato ad abitarlo. Il sito è d’interesse anche per la particolare organizzazione della comunità dei i monaci: ognuno risiede nella propria gher, a volte con la famiglia, ed i templi in muratura vengono utilizzati per le parti cerimoniali. Amarbuyantin è il punto dell’itinerario più lontano da Ulaanbaatar, da dove inizia il percorso di rientro in direzione nord. Pernottamento in tenda.

12°g. 25/7 Monastero di Amarbuyantin – Bayangovi Si raggiunge il piccolo centro urbano di Bayangovi, posizionato in un punto strategico per raggiungere alcune località di estremo interesse. Questa zona è dominata dalla catena montuosa dell’Ikh Bogd. Pernottamento in campo gher per due notti.

13°g. 26/7 Bayangovi: Tsagaan Bulag e Bichigt Khad Giornata dedicata all’esplorazione della regione. Si inizia con la visita di Tsagaan Bulag, una formazione rocciosa che per i mongoli ha origini magiche e alle cui sorgenti si abbeverano molti animali domestici e selvatici. Proseguendo verso meridione per altri 70 km si arriva a Bichigt Khad, un canyon ricco di particolari petroglifi risalenti a tremila anni fa. Da qui si rientra poi al campo gher.

14°g. 27/7 Bayangovi - Grotta di Tsagaan – Arvakheer Partenza per la grotta di Tsagaan Agui, tempestata di cristalli, dove sono state ritrovate tracce di presenza umana che risalgono a 700.000 anni fa. Dopo la visita si riprende il percorso verso nord est iniziando la transizione ambientale dal deserto alla steppa; ci si ferma presso il capoluogo di regione di Arvakheer per la notte, alloggiando in un hotel locale.

15°g. 28/7 Arvakheer – Monastero di Shank Al mattino si parte sempre in direzione nord est per raggiungere il monastero di Shank, situato a 30 km da Kharkhorin, dove saremo graditi ospiti; visiteremo questo piccolo e antico monastero, che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan. Si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo a questa piccola comunità monastica.

16°g. 29/7 Monastero di Shank – Kharkhorin – Ulaabataar Al mattino si parte presto arrivando a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Dopo la visita dell’antica capitale si prosegue per Ulaanbaatar, dove si alloggia presso l’hotel Sant Asar (3*).

17°g. 30/7 Ulaanbaatar Alla mattina visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Nel tardo pomeriggio si assisterà ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Pernottamento in hotel.

18°g. Martedì 31 luglio, partenza per l’Italia Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è alle 7.20 con arrivo a Mosca alle 9.50; partenza per Milano Malpensa alle 12.10 con arrivo alle 13.50 (orari da confermare).

COSTO DEL VIAGGIO € 2100; fino al 31/5/'12: € 1970

Accompagna il viaggio Alfredo Savino - Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare una gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 70 a testa per l’intero viaggio. Per chi vuole la stanza e la gher singole, il costo è di € 280 per l’intero viaggio (la stanza singola non è disponibile a Shank); la tenda singola viene fornita senza extra costo. L’invio di documenti tramite corriere costa € 25. Per la Mongolia serve un visto; Amitaba può occuparsi della richiesta, che necessita circa due settimane. E’ necessario farci pervenire due copie degli appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per il visto, più le spese dei corrieri richiesti per trasmettere i documenti. Nell'eventualità di annullamento di voli o ritardi da parte delle compagnie aeree le spese per vitto e pernottamento non previste dal programma sono a carico dei partecipanti. L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede. Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00. AMITABA Piazzale Aquileia 8 – 20144 Milano; tel. 02 33614196, fax 02 43413600

 
Paesaggi a nord ovest e festival di Naadam 1 Luglio – 15 Luglio PDF Stampa E-mail
I Viaggi di Sain Sanaa 2011

MONGOLIA
Paesaggi a nord ovest e festival di Naadam
1 Luglio – 15 Luglio


          N.B.: chi desidera partecipare al viaggio deve segnalarcelo al più presto per le difficoltà di prenotazione dei voli per Ulaanbataar.
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 Ogni anno tra l’11 e il 12 luglio si svolge il festival del Naadam, che dal 1921 ha assunto la forma di una celebrazione dell’indipendenza della Mongolia; in questa ricorrenza si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta, corsa dei cavalli e tiro con l’arco. A Ulaanbaatar le rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono organizzate come un fenomeno di massa, ma vi sono dei Naadam in altre località che spesso risultano più veri e meno imbrigliati dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Questo ci ha portato a costruire un viaggio che includa la partecipazione ad un Naadam genuino, in mezzo alle steppe sconfinate, dove per avvicinare i lottatori o i cavalli non sia necessario possedere un pass e dove ci si possa sedere di fianco ad un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da fiuto. Il viaggio unisce la voglia di scoprire angoli nuovi e aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi impossibili da ignorare, come i monasteri di Amarbayansgalant e di Erdene Zuu. Si spazia dalle bellezze paesaggistiche e naturali del lago Khubsugul giungendo fino al parco di Khustai, dove sarà possibile osservare il takhi, il cavallo selvaggio mongolo, e, novità di quest’anno, si esplora la zona termale di Galt, ricca di piante curative e particolari formazioni rocciose. Si avrà così una visione d’insieme completa della variegata realtà di questo vasto paese, giungendo a conoscere almeno un poco la Mongolia.
 
L’itinerario segue un ampio anello che inizia portando a nord ed a ovest di Ulaanbaatar fino al lago Khubsugul per poi scendere verso sud est fino ad alla zona montuosa di Galt; da qui si torna verso est rientrando poi alla capitale passando da Karakorum e dal parco di Khustai. E’ un percorso di circa 2500 chilometri, attraverso i diversi ambienti naturali della Mongolia. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di mezza giornata.
 
Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio.
Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

 
Una nota sull’accompagnatore italiano e sulla nostra organizzazione in Mongolia

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbataar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. Alfredo è contattabile via email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; telefonicamente: al numero mongolo +97695141436, con skype gengiskhaan, o al numero italiano 0810092452 con costo a tariffa nazionale, attivo quando è accesso skype.
 
I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari sempre nuovi e poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.
 

Modalità del viaggio
Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; le uniche parti asfaltate sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2500 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri.
Fuori da Ulaanbaatar si alloggia 2 notti consecutive in tenda, una nel monastero di Shank, una in un alberghetto locale, pulito ma che ricorda i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e 7 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.
 
Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale ed ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di luglio è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Il nord della mongolia è un ambiente più umido, dove in luglio sono possibili piogge, e dove la presenza di zanzare non è da escludere; quindi munirsi di un buon repellente. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Alcuni cenni generali e storici

(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione “Mongolia” in “Viaggi e Paesi” del sito di Amitaba)
La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.
Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.
L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.
Oggi la Mongolia è indipendente ma drammaticamente priva di risorse; si trovano alcuni insediamenti urbani industrializzati fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.
   

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

1°g. Venerdì 1 luglio, partenza dall’Italia

Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.10 con arrivo alle 17.45; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.35 (orari da confermare).

2°g. 2/7 Arrivo a Ulaanbaatar

Arrivo alle ore 6.15, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g. 3/7 Ulaanbaatar – Monastero di Amarbayasgalant

Partenza per Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia. Ci si accomoda in un campo gher situato a pochi chilometri dal sito.

4°g. 4/7 Monastero di Amarbayasgalant – Khutag Undur

Visita del monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. Escursione nei dintorni del monastero fino alla montagna degli otto stupa e visita del cimitero degli unni – il ‘Khirgisuur’. Dopo le visite si prosegue verso ovest transitando da Erdenet, la città delle miniere di rame e, dopo aver superato Bulgan, si monta il primo campo del viaggio a Khutag Undur.

5°g. 5/7 Khutag Undur – Lago Erkhel Nuur

Si prosegue verso nord in direzione del lago Khubsugul, dove si pone il secondo ed ultimo campo nei pressi del lago Erkhel. Questa zona oltre ad essere ricca di avifauna conserva molte preziose testimonianze del neolitico, con delle steli tra le più alte e meglio conservate della Mongolia.

6°g. 6/7 Lago Erkhel Nuur - Parco Nazionale del Lago Khubsugul

Oggi si entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, uno dei più profondi specchi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt) ed annoverato tra i luoghi più incantevoli della Mongolia, dove si trascorre la giornata godendo della natura del luogo. Ci si accomoda in un campo gher, dove si sosta per due notti.

7°g. 7/7 Lago Khubsugul: escursione ai Monti Saridag

Escursione nelle vicinanze del lago Khubsugul alla catena montuosa di Saridag che raggiunge i 2500 metri di altezza e da cui si gode un bellissimo panorama delle montagne che la compongono. Le jeep portano non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Ritornati al campo gher c’è la possibilità di noleggiare dei cavalli o di affittare una barca per godersi il lago.

8°g. 8/7 Lago Khubsugul – Terme di Galt

Le terme di Galt sono situate a 1750 m sul livello del mare; le acque sgorgano ad una temperatura compresa tra i 36° e i 44° gradi. Il campo gher dove si alloggia per due notti è anche un vero e proprio luogo di cura per lo spirito ed il corpo, vi si coltivano diverse piante medicinali e per gli interessati si possono sperimentare trattamenti di medicina tradizionale mongola.

9°g. 9/7 Terme di Galt

Giornata dedicata all’esplorazione: con una facile escursione si raggiunge una zona ricca di formazioni rocciose che ricordano figure zoomorfe e antropomorfe. La gita può essere effettuata sia in macchina che a piedi (all’incirca 4 ore) o si può provare ad utilizzare un cavallo mongolo, che al passo impiega circa tre ore.

10°g. 10/7 Terme di Galt - Lago Terkhiin Tsagaan Nuur

Trasferimento verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più ‘giovane’ dei quali è il Khorgo. La strada si dipana tra monti e vallate, e dal punto più alto del percorso si può godere un panorama d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in campo gher.

11°g. 11/7 Lago Terkhiin Tsagaan – Tsetserleg (Giornata del Naadam)

Partenza per Tsetserleg, il cui nome significa “giardino”, un appellativo meritato in quanto è una delle cittadine più graziose di tutta la Mongolia. Si assiste alla festa di Naadam, vedendo da vicino le tre gare “virili”: la corsa dei cavalli, la lotta tradizionale ed il tiro con l’arco. Tsetserleg è il capoluogo della provincia dove si producono i migliori prodotti caseari della Mongolia: si potrà così approfittarne per assaggiare piatti tipici e bevande tradizionali, mischiandosi fra la gente e partecipando con loro a questa giornata. Pernottamento in un hotel locale.

12°g. 12/7 Tsetserleg – Kharkhorin – Monastero di Shahkh

Al mattino si parte presto arrivando a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Dopo la visita dell’antica capitale si raggiunge il monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica.

13°g. 13/7 Monastero di Shank – Khustai

In mattinata si arriva al famoso Parco Nazionale di Khustai dove si trovano i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. E’ prevista un’escursione nel parco dove, oltre ai cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri. Pernottamento in campo gher.

14°g. 14/7 Khustai – Ulaanbaatar

Ultimo giorno di viaggio lungo le piste mongole e arrivo ad Ulaanbaatar, dove si visita il Museo di Storia che espone numerosi oggetti etnici della cultura nomade, una raccolta completa di costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole, oltre ad interessanti reperti storici. Tempo libero a disposizione per girare in città. Sistemazione nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo.

15°g. Venerdì 15 luglio, partenza per l’Italia

Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è alle 7.35 con arrivo a Mosca alle 10.15; partenza per Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo alle 13.50 (orari da confermare).
     

Costo del viaggio € 1800; € 1680 fino 15/5/'11 (volo escluso)

Accompagna il viaggio Alfredo Savino - Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare una gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 20 al giorno a testa (€ 140 per l’intero viaggio). Per chi vuole la stanza e la gher singole, il costo è di € 270 per l’intero viaggio (€ 60 per gli hotel e € 30 al giorno per la gher); la tenda singola viene fornita senza extra costo. L’invio di documenti tramite corriere costa € 25. Per la Mongolia è richiesto un visto; Amitaba può occuparsi della richiesta, che necessita circa due settimane. E’ necessario farci pervenire due copie degli appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per il visto, più le spese dei corrieri richiesti per trasmettere i documenti. Nell'eventualità di annullamento di voli o ritardi da parte delle compagnie aeree le spese per vitto e pernottamento non previste dal programma sono a carico dei partecipanti. Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 16/12/10:  € 1 = $ 1,32.
 
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.
 
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 
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Ulan Bator, Mongolia
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