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Descrizione
generale |
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La Mongolia è un vasto altipiano situato
nell'Asia centrale, incuneata nella regione cinese nella sua quasi
totalità, escludendo il Nord, confinante con le zone siberiane della
Russia. La superficie, pur essendo molto vasta, 1.566.500 km2 ( Più di
quattro volte l'Italia ), ospita, nella sua variegata morfologia, che
comprende monti, colline, steppe e deserti, solo 2.4 milioni di abitanti,
quasi per la totalità mongoli khalkha ( una delle etnie di razza mongola
in una zona abitata anche da cinesi e da turchi ) . La regione mongola fu
probabilmente tra quelle che per prime furono abitate dall’uomo, vi sono
stati infatti ritrovati dei reperti paleontologici risalenti a circa
700.000 anni fa, benché le cronache scritte di Cinesi ci narrino di
popolazioni abitanti questa regione solo a partire dal IV° o V° secolo
a.C.
Nel corso della sua dunque così lunga storia, la Mongolia è stata
attraversata da popoli bellicosi temprati dal clima rigido e
dall'asperità della natura ( iranici, turchi, tungusi, mongoli ) taluni
dei quali fondarono imperi anche molto vasti ma spesso di breve durata (
impero Unno, impero Turk ) fino al sorgere nel XII° del più grande
impero della storia dell'umanità : l'impero mongolo .
Agli inizi di questo secolo , dopo alcuni secoli di dominazione cinese, la
Mongolia si rende indipendente, ma solo ufficialmente, poiché in effetti
era completamente asservita ai voleri della Russia sovietica, per poi
liberarsi definitivamente nel 1989. La Mongolia è attualmente una
repubblica parlamentare con elezione diretta a suffragio universale del
capo di stato.
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La Mongolia è un territorio di estremi. Le temperature
invernali raggiungono livelli ( -40° C) paragonabili a quelli artici, e
non è inusuale nel mese di aprile o agli inizi di settembre vedere cadere
la neve sulle sabbie del Gobi, laddove d'Estate si possono raggiungere i
+40° C, ma solo durante il giorno, poiché di notte la temperatura possa
nuovamente scendere a 0° C . Le precipitazioni sono invece generalmente
molto scarse, e raggiungono il loro massimo solo in Estate, mentre nei
primi mesi dell'anno sono praticamente nulle. Questa ha provocato nella
primavera del 1996 una serie di pericolosi incendi che hanno distrutto una
zona vasta come il Portogallo.
Nonostante queste temperature estreme e le scarse
precipitazioni, la Mongolia è ricca sia di Flora e specialmente di Fauna
. Le zona a Nord, la più fredda e montuosa del paese, presenta una flora
principalmente composta da conifere e da betulle mentre la zona centrale
è caratterizzata dalla steppa ( Vegetazione erbacea bassa e molto fitta )
che degrada lentamente verso il Sud trasformandosi poi in zona desertica .
Rigogliosi e molteplici sono comunque i fiori che nelle stagioni più
calde ricoprono tutto il paese .
Nelle zone più montuose vi sono delle immense praterie
di stelle alpine .
La Mongolia offre, oltre ad un incredibile varietà di
piante, un'ancor più stupefacente ricchezza in patrimonio faunistico : vi
è infatti un gran numero di specie animali, talune delle quali
estremamente rare o uniche, come ad esempio il leopardo delle nevi,
l'Onagro (asino selvatico), il cavallo di Przewalski, l'Argali ( muflone
), lo yak e il cammello bactriano. La Mongolia è anche famosa per
l'enorme quantità di marmotte, grande incentivo per l'Economia del paese
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La Mongolia, come già precedentemente accennato, può è
essere rozzamente divisa in tre grandi regioni : la prima, al nord,
è principalmente montuosa, e ricca di laghi e fiumi, che si
contrappongono alle basse precipitazioni, permettendo un buon apporto
idrico al paese, anche se l’altezza delle montagne è mediamente
inferiore a quella della grande catena degli Altai, che costituisce il
confine occidentale del paese ; la parte centrale e quella del Sud
sono caratterizzate da un lento degradare, sia a livello idrico (
scendendo verso il Sud, si trovano sempre meno bacini idrici ) che a
livello di altitudine (il deserto del Gobi, all’estremo sud è proprio
una gigantesca conca, come il nome Gobi, in mongolo, indica, seppure gli
Altai lo chiudano, nella parte occidentale, anche a Sud ) .
I monti più alti del paese si trovano nella catena
degli Altai ( delimitano la Mongolia da Ovest a Sud Ovest per oltre 1500
km ), ed alcuni di questi superano agevolmente i 4000 metri : il più
alto di questi, il Tabin Bogdo Ola, raggiunge i 4356 m . Altre catene
importanti sono il massiccio del Kangai ( situato nel centro del paese ),
la catena del Kentii ( nella zona Nord Nord Est, dove la tradizione vuole
sia nato Gengis Khan ). Come già detto vi sono anche a Nord dei rilievi,
senza però esserci in modo particolare delle catene montuose ben
definite.
La Mongolia è dunque un territorio principalmente
montuoso, un gigantesco altipiano la cui altezza media è di 1580 m .
Da questi molteplici rilievi montuosi nascono numerosi
fiumi, trai quali il lunghissimo Keroulen ( 1254 km )che dal massiccio del
Kentii si protende fino in Cina settentrionale, il Selenga (992 km) che
nasce dai monti del Kangai ed alimenta il lago Baijkal in Siberia, l’Orkon
e le sue cascate, l’Onon e il Tula che attraversa la capitale.
Anche per i bacini lacustri si manifesta il lento
degradare dal Nord ( Nord Ovest ) al Sud (Sud Est), come già visto in
precedenza per i rilievi, la flora ed i fiumi . Infatti la maggior parte
dei laghi è raggruppata all’estremità occidentale, incuneata tra gli
Altai e i Kangai, nella zona appunto chiamata zona dei laghi. In questa
zona troviamo l ‘ Uvbs Nur, che con i suoi 3350 km2 possiede la
superficie più estesa ed è caratterizzato dalle sue acque salmastre, e
una miriade di laghi minori dimensioni che conducono fino ad un altro
lago, l’Hovsugul situato nella zona più a Nord del paese, che batte il
precedente in fatto di quantità d’acqua essendo in assoluto il più
profondo. Qualche altro lago di piccole dimensioni si trova sparpagliato
per il paese .
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Essendo la Mongolia per una buona metà abitata da nomadi
non è molto sviluppata da un punto di vista urbanistico : le
"vere" città si riducono praticamente a tre mentre le altre
sono in effetti solo dei sparuti villaggi i cui abitanti superano
raramente le poche migliaia di unità. Per questa ragione, anche le vie di
comunicazione stradali sono ridotte al minimo essenziale, e di queste
solamente una minima parte possono dirsi asfaltate, laddove l’asfalto
(anche considerando gli sbalzi di temperatura) è quello che resta tra
enormi buche . Anche la rete ferroviaria è ridotta ad una sola linea
(la transmongolica, derivazione della transiberiana ) che traversa
la mongolia dal confine Nord con la Russia al confine Sud con la Cina
attraversando la capitale.
La città più grande è ovviamente la capitale, Ulan
Bator, che con i suoi 600.000 e più abitanti raccoglie quasi un terzo
della popolazione di tutto il paese. Fondata nel XVII° secolo quale
residenza del Buddha vivente Zanabazar con il nome di Ikh-Kure ( grande
cerchio ) cambio più volte nome, fino ad assumere l’attuale nome, che
significa eroe rosso, in onore di uno dei liberatori della nazione della
rivoluzione contro i cinesi del 1929, Shukebatar . Presso gli occidentali,
la città era però conosciuta col nome di Urga ( deformazione del
vocabolo russo Orgoo, Palazzo). Attualmente Ulan Bator è un’anonima
città moderna, che mantiene soo pochissime vestigia del suo
passato : il monastero di Gandaan ed il palazzo del Bogdo Khan (
antico capo spirituale e politico della Mongolia ) entrambi del XIX°
secolo . Attualmente la città è sede di tutti gli organismi governativi
e internazionali della Mongolia ( riuniti principalmente in piazza
Shuckebatar, centro nevralgico della città ) ed è divisa in distretti
che a loro volta sono divisi in microdistretti, e poiché non viene usato
il sistema occidentale di denominazione e numerazione civica di tutte le
vie, gli indirizzi appaiono abbastanza complicati .
Le altre due città discretamente importanti, pur non
essendo capoluoghi di Aimak, regione, sono Darkhan ( 85.000 abitanti ) ed
Erdenet (60.000 abitanti ) città principalmente industriali e situate
anch’esse a poche centinaia di chilometri da Ulaan Bator.
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Tradizionalmente, essendo i mongoli un popolo di allevatori
nomadi, i prodotti di questa attività rappresentano una delle principali
risorse del paese. Oggi si sono anche aggiunte le entrate derivanti dall’industria
estrattiva e mineraria. Nella zona Nord del paese, nei pressi di Ulan
Bator, Erdenet, Darkhan si sta sviluppando una timida attività
industriale basata principalmente anch’essa sui prodotti minerari e dell’allevamento
. Un certo sviluppo dell’artigianata, basato su queste due attività
principali ( estrazione e allevamento ) contribuisce allo sviluppo
economico del paese, mentre il turismo ( con circa 100.000 presenze annue)
lo incrementa molto poco .
L’allevamento è basato sui cinque animali
tradizionali della Mongolia che forniscono oltre alla carne (usata per l’alimentazione
umana ed animale ) specialmente il pellame, la lana, prodotti organici per
la farmaceutica e pellicce da parte degli animali selvatici (marmotta e
volpe argentata, ecc...) .
L’industria estrattiva si basa principalmente su rame,
molibdeno, fosforo ma anche oro (4632 kg nel 1995) e petrolio (di cui
nuovi giacimenti sono stati trovati, ma che non riesce ancora a vantare un
particolare sviluppo, a causa della carenza di infrastrutture ) .
L’industria muove ancora i primi passi ed è quasi
essenzialmente basata sulla lavorazione della lana, del pellame e del
cashmere . L’artigianato, oltre ad occuparsi della medesime attività,
vanta una tradizione secolare nella manifattura dell’argento e delle
pietre semi-preziose .
Fino al 1989, gli scambi commerciali avvenivano
principalmente con l’unione sovietica (80%) e con gli altri paesi del
blocco comunista . Oggi, venendo a mancare questa fonte di utili, il paese
attraversa una grave crisi ; la moneta locale, il tugrik, che veniva
scambiata allora quasi allo stesso valore del US dollar vale oggi poco
più della lira Italiana . Gli sforzi del nuovo governo democratico sono
tesi a sviluppare il più possibile trattati internazionali che permettano
alla Mongolia una maggiore esportazione.
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Curiosità |
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LA BANDIERA
Nella bandiera Mongola, oltre che i due colori
principali ( rosso e blu ), troviamo un singolare simbolo, chiamato
Soyombo. Esso fu coniata da Zanabazar, Buddha vivente, grande artista e
studioso del XVII° secolo, che riunì diversi simboli già esistenti
nella cultura asiatica ( Sole, Luna, fuoco, Tao, ecc... ) per riunire i
popoli mongoli sotto un unico stemma. Il Soyombo è ancora oggi l’emblema
dell’unità della Mongolia .
RELIGIONE
La religione attuale è il Buddismo Lamaista Tibetano,
che riconosce il Dalai Lama come suo capo spirituale. Altre religioni sono
l’Islamismo ( 4%, presso le popolazioni Kazake, che abitano l'estremo
occidente del paese), e lo Sciamanesimo ( che resta ancora vivo nelle
regioni del Nord abitate dalle minoranze etniche buriate e turche). Non ci
sono particolari problemi tra le diverse religioni, ad eccezione di
qualche piccola setta neo-cristiana ( che però non contano che qualche
centinaia di persone .
ETNIE E LINGUAGGI
La Mongolia è abitata da Mongoli ( 90%), Kazaki \
Turchi ( 4%), Cinesi (2%), Russi (2%) e 2% di altre popolazioni . Una
delle minoranze più interessanti da un punto di vista etnico sono gli
allevatori di Renne, gli Tszatang, che popolano i monti all’occidente
del lago Hovsugul ( si tratta di poche centinai di individui )Non vi sono
particolari attriti tra le diverse etnie. Le lingue parlate sono il
Mongolo Kalkha (90%), Turco, Kazako, Russo, Inglese ed altri Mongoli
dialetti.
LA POPOLAZIONE NOMADE
Circa la metà della popolazione Mongola vive ancora
allo stato nomade, nel vero significato della parola greca, ovvero
pastore : essi si spostano con frequenze stagionali trasportando con
se, sui loro cavalli o cammelli, famiglia, bestiame ( pecore, capre,
cavalli, cammelli, yak ) e la tipica abitazione, la gher ( più conosciuta
con il nome russo yurta ) con l’opportuno arredamento.
L’ABITAZIONE
Le popolazioni rurali, come già visto, trasportano con
sé la loro abitazione ( circolare, di mediamente 30 metri quadri ),
facilmente montabile e smontabile da una famiglia in meno di due ore . Si
tratta di una struttura di legno ricoperta da stuoie di feltro bianco (
quantità variabile a secondo della temperatura esterna ). L’arredamento
è ridotto all’essenziale : la stufa-focolare-centrale, i letti per
gli adulti, un tavolo ed alcuni sgabelli, un mobiletto posto al Nord della
tenda contenente oggetti sacri o di valore . Non di rado nei mesi più
freddi, trovano rifugio nella Gher anche i piccoli del bestiame .
ALIMENTAZIONE
I cibi sono tradizionalmente divisi in due
categorie : gli alimenti grigi ( essenzialmente carne ovina bollita
che si consuma principalmente nei mesi invernali) e gli alimenti bianchi (
derivati del latte : cacio, yoghurt, panna ecc.. , consumati invece
nelle stagioni più calde ) . Qualche volta sono presenti anche cibi
composti di farina ( come i Guriltai, grosse tagliatelle ), mentre invece
sono quasi assenti i vegetali ad esclusione del cavolo, cipolla, cetrioli
e frutti di Bosco.
Le bevande tradizionali sono l’Airak (latte di
giumenta fermentato ), la Vodka mongola, ed il Té nero condito con latte
e sale .
LA SCRITTURA
L’alfabeto tradizionale mongolo, la cui prima
iscrizione risale al 1240, è un alfabeto di origine Siriaca che
attraverso l’India (occupata da Alessandro Magno ) e l’Asia centrale
giunse alla popolazione Turca degli Uiguri e da questi durante l’impero
Gengiskanide giunse ai mongoli co il nome appunto di alfabeto Uiguro.
Nel 1941 fu forzatamente sostituito dall’alfabeto
cirillico di origine Russa. Oggi si torna a studiare accanto a quest’ultimo
anche il vecchio alfabeto.
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